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In futuro si potrà contare su una pensione
compresa tra il 50% e il 30%
degli ultimi redditi da lavoro
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Il testo della legge delega prevede che dal 2008 la soglia minima di pensionamento
salga a 60 anni di età e 35 anni di contributi per poi lievitare ulteriormente nel 2010
a "61+35" per i lavoratori dipendenti e "62+35" per i lavoratori autonomi.
Ecco le novità:
- Certificazione del diritto alla pensione di anzianità
- Cumulo della pensione di anzianità con i redditi da lavoro
- Bonus per chi "rinvia". Fino a tutto il 2007 i lavoratori dipendenti che, pur
essendo in possesso dei requisiti di anzianità, rinvieranno le uscite dal lavoro
beneficeranno di un bonus in busta paga (32.7%) completamente detassato
- Rivisitazione dei totalizzatori dei periodi assicurativi
- Tfr con "silenzio-assenso"
- Equiparazione tra fondi pensione aperti, fondi pensione chiusi e polizze assicurative individuali
- Possibilità di contribuzione volontaria alle forme pensionistiche complementari oltre i cinque anni successivi al raggiungimento dell'età pensionabile
- Ampliamento della deducibilità fiscale della contribuzione alle forme pensionistiche complementari (collettive ed individuali)
- Revisione della tassazione dei rendimenti finanziari in fase di capitalizzazione
- Revisione dei limiti inerenti la liquidazione in forma di capitale
A seguito della riforma pensionistica del 1995 (riforma "Dini") le prestazioni future
della previdenza obbligatoria si sono ridotte: con l'introduzione del sistema contributivo,
si potrà contare probabilmente su un reddito compreso tra il 50% e il 30% degli
ultimi redditi da lavoro (i giovani sono i più penalizzati sia per l'alta incidenza
della contribuzione nel periodo lavorativo che per la minore prestazione futura
erogata).
E' fondamentale affrontare il problema il prima possibile per sfruttare l'effetto
tempo per la capitalizzazione composta delle somme accantonate mediante un'accurata
pianificazione previdenziale |
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domenica 14 marzo
Pianificando

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