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Per crearsi una pensione integrativa le strade percorribili
sono 4
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1. La pensione obbligatoria:
(struttura a ripartizione)
Mediante la struttura a ripartizione si utilizzano i contributi versati dai lavoratori
per pagare le pensioni. Vi è quindi un trasferimento di ricchezza dai lavoratori
attivi a quella dei pensionati.
- Non vi è accumulo di risparmio
- Non ci sono rischi legati all’investimento dei capitali
- I costi di gestione sono molto contenuti.
La ripartizione permette di indicizzare le pensioni ai salari in modo da neutralizzare
il rischio inflazione ma Amato del ’92 ha tolto l’indicizzazione delle pensioni
all’andamento dei salari, ed è rimasta unicamente l’indicizzazione ai prezzi.
Per questo si lavorerà più a lungo e quando si maturerà il diritto alla pensione
si avranno a disposizione meno risorse economiche.
2. I Piani Individuali di Previdenza (PIP) (struttura a capitalizzazione)
Sono forme pensionistiche individuali attuate mediante l’adesione a contratti di
assicurazione sulla vita che rispettano specifiche regole imposte dalla normativa.
Consentono di integrare il reddito futuro con una pensione vitalizia in età pensionabile
e con facoltà di ritirare un capitale nella percentuale massima del 50% di quanto
maturato.
Sono rivolti a lavoratori autonomi, liberi professionisti, persone fiscalmente a
carico ed in via residuale ai lavoratori dipendenti. Sono la novità del mercato
previdenziale e sfruttano le agevolazioni previste dalla riforma fiscale.
È bene ricordare che questi contratti di assicurazione si distinguono dalle altre
polizze vita, perché i documenti contrattuali che vengono consegnati al momento
della sottoscrizione fanno esplicito riferimento alle finalità previdenziali della
polizza. Nel caso del contratto di assicurazione, i versamenti sono accantonati
in una riserva dell’impresa di assicurazione e vengono gestiti dalla stessa assicurazione.
Il documento chiave per i Pip è la nota informativa.
3. I fondi pensione (struttura
a capitalizzazione)
Sono un’importante fonte di integrazione del reddito in età post-lavorativa, di
grande impulso per lo sviluppo economico e finanziario del paese, grazie al ruolo
di investitori istituzionali. I lavoratori possono disporre di questa vantaggiosa
forma di risparmio pensionistico complementare e sfruttare le agevolazioni fiscali.
4. La creazione di un capitale
Avere a disposizione un patrimonio finanziario/immobiliare permette di godersi la
"terza età" nel modo migliore. I redditi da capitale forniscono quell'integrazione
aggiuntiva per migliorare e mantenere elevato il proprio tenore di vita proprio
nel periodo in cui si ha più tempo nel dedicarsi ai propri hobby e piaceri e per
fronteggiare con disinvoltura eventuali spese impreviste.
Abbiamo diverse possibilità:
- Mettere da parte di più
- Lavorare per più tempo
- Accontentarci di una pensione minore
- Ottenere il massimo rendimento.
Tuttavia è difficile riuscire a mettere da parte abbastanza con un rendimento annuo
del 4%. Probabilmente bisognerà sviluppare
un piano di investimento dove inizio
dell'accantonamento, tasso di rendimento e tempo a disposizione lavorano
in sinergia per determinare il valore finale.
Il reddito che ci attende al pensionamento sarà
frutto di tre cose:
- Della nostra capacità individuale di risparmiare
durante l'età lavorativa
- Dal tempo che abbiamo a disposizione per
il pensionamento
- Di aver saputo sapientemente integrare tutte
le diverse opportunità di risparmio
Il punto fondamentale da ricordare è quello di iniziare a pianificare ORA il proprio futuro
Per ulteriori informazioni compila il modulo qui sotto.
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mercoledì 08 settembre
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