Sottoscrivere
un contratto di mutuo significa impegnarsi incondizionatamente a pagare un debito
entro un determinato intervallo di tempo.
L'ipoteca garantisce il creditore nel caso il debitore non riesca a onorare
il suo impegno. Generalmente dopo due o tre rate insolute la banca mette il debitore
in mora e da quel momento vengono calcolati gli interessi di mora
che sono sempre superiori a quelli del mutuo. L'entità degli interessi di mora è
fissata nel contratto di mutuo e, da banca a banca, lo scarto fra interesse del
mutuo e interesse di mora può variare di molto. Nella scelta del mutuo è bene pertanto
informarsi anche riguardo al tasso degli interessi di mora. La messa in mora è la
premessa dell'azione giudiziaria che occupa un periodo di tempo più o meno lungo.
L'azione giudiziaria comporta notevoli spese che, insieme agli interessi di mora,
ricadono interamente sul debitore. Dopo il precetto e l'iscrizione dell'ipoteca
giudiziaria inizia la fase esecutiva che si conclude, permanendo l'insolvibilità
del debitore, con la vendita all'asta dell'appartamento. Il ricavato serve a pagare
le spese e il residuo debito. Solitamente ben poco rimane per il mutuatario.
E' indispensabile quindi valutare bene se si è in grado di sopportare
il pagamento delle rate.
La rata misura l'entità dell'impegno nel corso dell'anno. Generalmente
i contratti di mutuo prevedono la rata semestrale o mensile. Conviene,
specialmente se si gode di uno stipendio fisso, scegliere la seconda ipotesi,
verificando però che la somma di sei rate mensili sia inferiore alla rata semestrale
che propone la banca. In questo caso significa che la banca ha scontato
gli interessi per le somme pagate nei primi cinque mesi.
Esempio: la banca propone per un mutuo al 10% una rata semestrale di:
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rata mensile X10 anni al 10% |
€ 13.215,00 |
rata semestrale X10 anni al 10% |
€ 80.242,00 |
Verifichiamo: € 13.215 X 6 = 79.290 € che è minore di 80.242 € significa che la
banca si è comportata correttamente.
Le rate devono essere confrontate con le presunte entrate (reddito famliare)
e la differenza deve lasciare un sufficiente margine per le spese correnti.
Contratto di mutuo: a cosa stare attenti.
Entità dell'ipoteca
Prima di firmare il contratto di mutuo conviene chiedere alla banca l'entità dell'ipoteca
che intende iscrivere. Alcune banche pretendono, per garantirsi meglio,
di iscrivere un valore triplo di quello del prestito. In questo caso il mutuatario
viene a pagare un'imposta di iscrizione ipotecaria 2% (solo nel caso di insolvenza
e di iscrizione di ipoteca legale) esagerata che alza i costi complessivi
dell'operazione. Altri effetti non ce ne sono in quanto l'imposta sostitutiva
dello 0,25% si paga comunque sul capitale erogato indipendentemente dall'entità
dell'ipoteca.
Oltre all' entità degli interessi di mora, occorre verificare a quanto
ammonta la penale per l'estinzione anticipata del prestito. Vi sono
istituti che non applicano nessuna penale, altri invece prevedono una penale fino
al 3% del debito residuo.
Non bisogna nemmeno fidarsi del tasso interesse che le banche dichiarano
di pretendere, è sempre meglio verificarlo sul contratto.
Nei contratti a tasso variabile occorre accertare che i parametri di indicizzazione
siano chiaramente stabiliti in modo che lo stesso mutuatario possa controllare
il tasso applicato dalla banca.
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