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Un Pac in Etf per costruirsi una pensione integrativa
 


La necessità di garantirsi una fonte di reddito durante la fase pensionistica è un problema che riguarda tutti.

 
Con la riforma delle pensioni è indispensabile avere una forma di contribuzione privata perchè se non ci pensiamo noi non ci penserà nessuno!

Esistono vari metodi per costruirsi una pensione integrativa:

- un aumento della contribuzione nel proprio fondo di categoria
- mettere da parte soldi su strumenti molto semplici (conti di deposito, libretti) per investirli quando si e' raggiunto un gruzzolo piu' consistente.
- investire in un PAC


e oggi esaminiamo l'investimento tramite PAC.

I pac offerti dalle banche sui fondi comuni sono gravati da costi eccessivi:

- commissioni di sottoscrizione all’atto del primo versamento (che è di solito il più consistente)
- diritti fissi imposti su ogni versamento che si fanno sentire se le rate sono numerose, frequenti e di basso importo.
- commissioni di ingresso, di uscita e di performance


Inoltre, se il sottoscrittore decide di riscattare in anticipo, spesso, si perde una bella fetta del proprio capitale, per via delle spese già pagate.

Per risolvere questo problema, esistono prodotti molto interessanti detti ETF (Exchange Traded Fund, ovvero fondo negoziato sul mercato), che soddisfano pienamente questa esigenza.

L'ETF è un fondo aperto che replica fedelmente la composizione di un indice di riferimento, come il Nasdaq o il Dow Jones.

I vantaggi offerti dagli ETF sono notevoli:

- costi di gestione molto contenuti, intorno allo 0.5%.
- non hanno costi accessori quali commissioni di ingresso, di uscita e di performance
- prevedono solamente delle commissioni annue molto contenute
- è assente qualsiasi diritto fisso
- sono a carico dell’investitore le sole commissioni di negoziazione di borsa (pari a quelle per il mercato azionario)
- il prezzo dell'ETF cresce nel tempo sia con l'incasso dei dividendi sia grazie ai proventi dell'attività di prestito a terzi dei titoli detenuti.
- trasparente e con rendimenti facilmente controllabili.
- offre eccellenti garanzie di liquidità in quanto il gestore del fondo fa anche da Market Maker
- gli Etf acquistati possono essere venduti in ogni momento alle normali commissioni di negoziazione.


Considerata la bassa incidenza dei costi di intermediazione con questi strumenti è possibile creare un PAC personalizzato.

Il valore del fondo, detto Nav (Net Asset Value) si determina moltiplicando il numero di azioni di cui il fondo è composto per il loro valore corrente sul mercato, aggiungendo gli incassi da dividendi e prestito titoli e sottraendo i costi di gestione.

In definitiva NAV = Num*Val+Div+Pre-Costi

Il Nav di ogni ETF viene comunicato giornalmente da Borsa Italia; da questo valore, diviso generalmente per cento, si ottiene il prezzo che l'ETF avrà sul mercato, dove è contrattabile come una qualsiasi azione.

Gli ETF sono quotati sul mercato come un qualsiasi titolo azionario e permettono all’investitore di acquistare un intero paniere di riferimento come se si trattasse di una semplice azione, diversificando il rischio.

Tuttavia chi intende sottoscrivere un PAC in ETF deve sapere che il rendimento non è garantito, in quanto i ricavi sono sempre legati all’andamento delle quotazioni dei titoli nei mercati borsistici. Quindi prima di investire con un PAC occorre riflettere sulla “tolleranza alle perdite”. Infatti nel corso dell’investimento si potranno verificare delle perdite di valore, che potranno essere recuperate nel periodo successivo ma non tutti gli investitori sono disposti a mantenere l’investimento in fasi sfavorevoli, per cui sarà bene riflettere in anticipo circa la strategia da adottare in caso di simili scenari.

Un colloquio con un consulente finanziario potrà essere utile per elaborare una piano di accumulo adatto al profilo dell’investitore.

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