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Il caso 4 YOU e MY WAY
 


Nel 2003 scoppiò il caso “4 YOU” e “MY WAY”, prodotti finanziari dell’ex Banca 121.

 
Classificati come prodotti di finanza innovativa, dismissibili in qualsiasi momento, Tale “piano” era presentato ai consumatori come una forma di investimento a fini previdenziali.

Ai piccoli risparmiatori veniva chiesto di aderire ad un investimento “capace di sfruttare le opportunità dei mercati con prospettive di guadagno illimitate”. Tutto possibile attraverso l’investimento di piccole somme mensili, per godere del capitale quasi raddoppiato dopo soli 15 anni.

Migliaia di risparmiatori si sono accorti invece di aver sottoscritto dei veri e propri investimenti altamente rischiosi e migliaia sono stati i ricorsi al Tribunale per chiedere la restituzione di quanto versato e l’annullamento delle rate sottoscritte.

In particolare il prodotto 4 YOU, così come il gemello MY WAY, è una singolare forma di indebitamento al tasso di circa il 7%; un vero e proprio mutuo che viene ovviemente segnalato alla Centrale Rischi e impedisce la sottoscrizione altri mutui. Con questo mutuo la Banca 121 acquistava titoli molti dei quali dalla stessa Banca, in evidente conflitto di interessi.

Ovviamente per capire le modalità di riscatto bisognava tradurre un’oscura equazione economico-finanziaria per comprendere che il recesso è talmente costoso da essere impraticabile.

I consumatori che hanno sottoscritto tali prodotti ora si trovano in grave difficoltà, alle prese con il dilemma se rimborsare un finanziamento che ha perso parte del suo valore o chiuderlo pagando la notevole differenza tra il ricavato e l’ammontare del mutuo.

Tuttavia nel 2004 i vertici di Banca 121 sono stati denunciati dalla Consob e condannati per truffa contrattuale e nel 2007 molti Tribunali hanno sentenziato la nullità del contratto o la risouzione per grave inadempimento, con rimborso di tutto quanto versato e annullamento di ogni passività.

Ovviamente smettere di pagare le rate induce l’Istituto di credito ad addebitare la penale e a procedere con il recupero delle rate insolute quindi la migliore soluzione è quella di attaccare il contratto valutando se sussistano vizi formali o vizi inerenti l’informativa precontrattuale.

Al fine di vagliare la sussistenza dei suddetti elementi, andranno esaminati dettagliatamente i singoli contratti per valutare caso per caso se sussistono i seguenti elementi:

- pubblicità ingannevole;
- violazione degli obblighi di correttezza;
- violazione dell'obbligo di trasparenza;
- presentazione distorta della realtà;
- conflitto di interessi;
- mancata informazione specifica;
- violazione della tutela dell’integrità del mercato;
- clausole non redatte in modo chiaro e comprensibile;
- squilibrio del sinallagma contrattuale;
- errore e dolo causato da pubblicità ingannevole.
 


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