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Pregi e difetti dei fondi a cedola fissa
 


Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa tra i prodotti di investimento i “fondi a cedola”. Un debutto che ha riscontrato un ottimo successo dal momento che questo prodotto piace a tutti. Ma quali sono i costi?

 
Come qualsiasi altro prodotto finanziario, anche i fondi a cedola hanno pregi e difetti ed è indispensabile che l’investitore li conosca per poter effettuare una scelta di investimento consapevole.

I “fondi a cedola” sono dei fondi comuni di investimento che investono prevalentemente in obbligazioni e titoli di stato.

Tra i pregi sono da citare:

- la semplicità del prodotto
- la possibilità di scegliere la scadenza temporale
- flussi cedolari spesso più elevati rispetto alle altre obbligazioni con un buon rating.

Dal punto di vista tecnico i “fondi a cedola” si caratterizzano per avere:

- una scadenza predefinita di 4-5 anni;
- una cedola semetrale o annuale che può essere variabile o fissa.

Se il fondo prevede una cedola variabile, non si verifica nessuna criticità ed il prodotto potrebbe essere inserito in portafoglio qualora soddisfi i propri obiettivi finanziari.

Se invece è previsto il pagamento di una cedola fissa, allora la situazione cambia ed emergono numerose criticità che occorre conoscere. Infatti se nel regolamento c'è scritto “l’importo da distribuire potrà anche essere superiore al risultato di gestione del Fondo (variazione del valore della quota); in tal caso, la distribuzione rappresenterà un rimborso parziale del valore delle quote” occorre stare attenti.
Questo significa infatti, che il fondo potrà distribuire cedole superiori al rendimento maturato mediante un riborso del capitale, cioè se il fondo ha avuto un rendimento del 4% ma deve pagare una cedola del 5%, l’importo mancante (1 %) viene integrato mediante un rimborso del capitale.
In questo caso si verificano due importanti criticità di cui occorre essere informati:

1. un’inefficienza fiscale
L’ammontare della cedola verrà tassato al 26% come un normale capital gain, ma fatto di tratta di una semplice restituzione del capitale. In altre parole si pagano tasse su un guadagno che non esiste poichè è solo un rimborso di capitale.

2. il capitale rimborsato risulterà inferiore a quello inizialmente versato.

3. Costi:

- costo di collocamento
- costi di gestione annua
- commissione di incentivo
- penali di uscita anticipata rispetto alla naturale scadenza.

I fondi a cedola sono sostanzialmente costruiti con tecniche a gestione passiva, e questo significa poco lavoro ma molto remunerato per la società di gestione del fondo! In altre parole, il costo di gestione annua non è proporzionato al lavoro svolto dalla società di gestione.

Ecco un prospetto reale che riporta i seguenti costi:

- commissione di gestione annua: 0,30 %
- commissione di collocamento: 3,00 %
- commissione di incentivo;
- commissione di riscatto anticipato del 3% (decrescente in base al tempo in cui si è rimasti investiti).

4. L’ultimo difetto lo si scopre a scadenza
Se infatti alla scadenza l’investitore non dirotta la liquidità sul proprio conto corrente, i proventi vengono automaticamente fatti confluire in un altro fondo della stessa Sgr che, all’atto della sottoscrizione, non è quasi mai conosciuto.
Ovviamente il denaro viene fatto confluire in un fondo simile come tipologia e grado di rischio, ma indubbiamente ci si ritrova in portafoglio un prodotto che non si era inizialmente selezionato e che magari non è efficiente in base alla propria pianificazione finanziaria.
E’ quindi consigliato segnarsi la data di scadenza del fondo a cedola in modo da evitare di ritrovarsi investiti in un prodotto che non si è direttamente scelto di sottoscrivere.

Volendo crearsi un proprio portafoglio, i passaggi del "fai da te" sono molto semplici:

1. si selezionano gli emittenti, scartando tutti quelli che non rientrano nella propria propensione al rischio;
2. si selezionano le scadenze, scartando quelle troppo brevi o troppo lunghe rispetto al proprio orizzonte temporale;
3. si ordina in ordine decrescente di rendimento selezionando le obbligazioni con i flussi cedolari maggiori.

Bastano pochi passaggi per risparmiare parecchio denaro!
 


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