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Carte di credito clonate: arresti nel Lazio
 


 
Proseguono senza soluzione di continuità le attività di prevenzione nel campo dello skimming. Due recentissimi casi sono stati segnalati ad Aprilia ed a Roma.

 
La prassi criminale seguita dai malfattori era pressocchè analoga: venivano clonati i codici segreti delle carte di credito o di altre carte magnetiche di pagamento al fine di riutilizzare questi dati per compiere acquisti a carico dei legittimi intestatari delle cards.

Il tutto avveniva all’interno di alcuni centri commerciali capitolini, dove i malfattori collocavano i loro dispositivi al fine di carpire i codici segreti delle carte delle proprie vittime.

Quest’ultime spesso non si avvedevano con tempestività degli ammanchi presenti nei propri estratti conto, consentendo ai malviventi di perpetrare i propri intenti criminosi prima che potessero iniziare le indagini con un’apposita denuncia degli interessati.

Questo meccanismo, tuttavia, non ha portato ai malfattori gli esiti sperati poiché i militari dell’Arma dei Carabinieri e quelli della Guardia di Finanza, rispettivamente ad Aprilia e a Roma, hanno provveduto ad individuare due piccole – ma molto attive - centrali dello skimming costituite da cittadini di nazionalità rumena ed italiana.

Monitorando le tracce informatiche lasciate dai lettori badge presenti nei centri commerciali della capitale (dove gli acquisti avvengono per lo più tramite tessere magnetiche di pagamento),alla luce delle segnalazioni degli utenti che denunciavano ammanchi nei propri conti correnti, i militari sono riusciti ad individuare i malfattori tramite attività di appostamento.

All’esito delle indagini e soprattutto delle perquisizioni eseguite presso le loro abitazioni è stato possibile rinvenire numerosi microchip per la trasmissione a distanza di codici segreti di carte magnetiche, dispositivi per la lettura delle cards (skimmer), schede vergini per la clonazione di carte magnetiche (chiamate in gergo “white cards”) - ove presumibilmente venivano riversati i dati delle carte copiati tramite skimmer e trasmessi tramite chip – nonché appositi pc con software dedicati proprio alla clonazione di carte di credito sui quali erano già stati riversati i codici di centinaia di carte di credito di ignare vittime.
 
Ulteriori informazioni: Guardia di Finanza
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it


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